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Net.Art: l'arte nell'era di Internet
Di che cosa si occupa la Net.art?
Un'interattività che non è un'illusione
Il net artista e lo spettatore
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La Net.Art in edicola
Net.Art: possiamo parlare ancora d'arte
Sitografia, Bibliografia, fonti delle immagini

 

DI COSA SI OCCUPA LA NET.ART?

I possibili contenuti di un'opera.net sono molteplici, per non dire infiniti, in quanto la Net.Art può affrontare ogni cosa che è legata concettualmente all'opera dell'uomo, con il solo vincolo che ogni evento diventi un fatto comunicativo.
Vi sono operazioni che si caratterizzano in quanto lavori di impegno sociale e letterario, come ad esempio quelle di Manuela Corti la quale, in "Project Grey", partendo da una tela dell'Ottocento di Paul Delaroche, dov'è rappresentata l'esecuzione di Lady Grey, parla, fa parlare e riflettere sulla pena di morte sfruttando le potenzialità del web (http://www.passiopea.net). Un progetto, quello di M. Corti, interattivo e multimediale che sfrutta suggestioni pittoriche come in questo caso, ma pure letterarie, come nell'esperienza di "Passages" (http://www.cassiopea.it/passages/view-i.htm).
Altre opere.net elaborano azioni di informazione, controinformazione e attivismo legati al web: dall'indagine sui temi legati all'identità in periodo Internet al sabotaggio, dal sequestro elettronico ad azioni contro i concetti di originalità, di autore e di copy-right.
L'ultima operazione degli 01.org (http://www.0100101110101101.org), "Life-sharing" (anagramma di "File-sharing"), di portata simbolica eccezionale, rappresenta una sfida al concetto di privacy e invita a riflettere sulle contraddizioni della proprietà intellettuale nell'era di Internet; dal momento esatto in cui life_sharing è stato aperto, gli 01 hanno permesso agli utenti della rete di accedere in qualsiasi momento all'intero contenuto del loro computer e quindi di seguire lo sviluppo dell'opera in tempo reale (e gli 01 con questa operazione hanno rinunciato persino alla loro anonimia!).

 

La lotta al copyright, invece, si è manifestata con clamorosi "furti": Vuk Cosic (http://www.vukcosic.org) nel 1997 ha sconvolto il mondo dell'arte "rubando" il sito di Documenta X; gli 01.org molto hanno fatto parlare e discutere con i furti e le riproduzioni ai danni di Hell.com (sito coperto da copyright e protetto da password), di Art.Teleportacia (http://art.teleportacia.org) e del sito di Jodi (http://www.jodi.org). In un'intervista realizzata lo scorso Ottobre, al Musée d'Art Moderne di Parigi, durante zac99 (http://www.i-lab.org) gli 01 dichiarano: "Quando cloniamo Jodi, non distruggiamo il loro lavoro, lo ri-utilizziamo", usandolo in modo veramente interattivo ed evidenziando come non ci sia più alcuna differenza tra "originale" e "copia" nell'universo di Internet.

Altre opere.net sfruttano le possibilità manipolatorie offerte dal loro supporto smontando il materiale altrui per poi riutilizzarlo e usarlo in una maniera non prevista dall'autore, senza distruggere l'originale perché l'originale non esiste nella Rete (ad esempio, gli "ibridi" creati dagli 01.org re-mixando le pagine di altri artisti in modo random); inoltre altre opere.net hanno alla base una manipolazione dell'HTML che sovverte le normali procedure di navigazione e restituisce all'utente un'esperienza del web nuova e sorprendente (esperienze molto interessanti di navigazione alternativa sono al centro dei progetti "Sheredder" e "Riot" che si attivano dal sito di Napier (http://www.potoland.org/), artista famoso per il progetto "Distorted Barbie").


Altre azioni sono invece legate al sabotaggio dei nuovi miti dell'era digitale, come quelle portate avanti da RTMARK (http://www.rtmark.com), società che cerca di mettere in luce gli abusi delle società commerciali verso le leggi e la democrazia.
E come contrastare la seriosità della tecnologia? Per esempio, creando un vero e proprio "hackeraggio della mente" che mostra con ironia l'impalcatura di caratteri che sta dietro il nostro comodo desktop e che ci costringe a prendere confidenza con il "rovescio" del pc; a proposito, sono straordinari i lavori di Jodi (http://www.jodi.org) il quale, attraverso quella che si potrebbe definire l'"estetica del computer rotto", si pone l'obiettivo di sovvertire i criteri di compilazione delle pagine web.


E come attuare una rivolta attiva ad ogni forma artistica dominante? Si dia quindi il via alla spettacolare beffa "Darko Maver", artista creato a tavolino e puro atto di mitopoiesi attivato dagli 01.org per porre in evidenza l'artificialità e la permeabilità del sistema artistico.
Sono quindi infinite le strade che possono essere intraprese da questi artisti, ideali figli di Duchamp, che non vogliono creare oggetti estetici bensì attivare operazioni culturali che sollevano problematiche importanti anche per la comunicazione di massa (come i concetti di privacy, copyright, ).