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IL PROCESSO DI ISTITUZIONALIZZAZIONE DELLA NET.ART

 

La Net.Art sta attraversando un processo di storicizzazione, com'è provato dall'interesse delle istituzioni tradizionali verso questa forma d'arte e si prevede che tra non molti anni la potremmo ritrovare in tutti i manuali di storia dell'arte.


Questo processo d'istituzionalizzazione, che rientra nel destino di ogni nuova forma artistica con il passaggio da uno status di avanguardia al riconoscimento istituzionale, nel caso della Net.Art è stato molto più rapido del previsto se pensiamo che le prime sperimentazioni risalgono agli inizi degli anni novanta; e questo è avvenuto per svariate ragioni, come la rapidità con cui la rete si estende e la facilità con cui si possono connettere milioni di persone.

In questo processo una tappa fondamentale è stata la settantesima edizione della Whitney Biennal (http://www.whitney.org) che, nel museo newyorkese che la ospitava, ha aperto una nuova sezione dedicata alla Net.Art; per l'occasione sono stati selezionati e presentati nove progetti, molto diversi per stile, contenuto e impostazione. Questi lavori offrono svariati esempi sulla possibilità di usare artisticamente la rete, da ipertesti fiume (http://www.grammatron.com) alla realtà virtuale (http://www.turbulence.org/Works/broadway/index.html), da animazioni (http://www.redsmoke.com) alla grafica (http://www.superbad.com), da labirinti interattivi ad attitudini hacker-anarchiche (http://www.rtmark.com ; http://ouija.berkeley.edu; http://www.fakeshop.com; http://adaweb.walkerart.org/project/blindspot).


La prima galleria "storica" on line di Net.Art, tentativo di tradurre i paradigmi dell'arte tradizionale in rete, è ART.TELEPORTACIA ( http://art.teleportacia.org, per la mostra seguire: "Location=Yes"), creata da Olia Lialina, che afferma: "Art.Teleportacia fornisce un certificato che ti garantisce che l'opera che hai acquistato è originale". Si può ritenere che la prima vera mostra di Net.Art sia stata aperta da questa galleria in quanto, uscendo dal circuito d'arte tradizionale, essa frutta lo specifico di questa forma d'arte.

Risulta chiaro che la Net.Art ha portato ad una ridefinizione dello status stesso dell'istituzione museale e, se quest'ultima vuole confrontarsi con i nuovi processi creativi, deve dire addio al museo in quanto "contenitore" di opere da contemplare per dare il via alla creazione di laboratori attivi dove l'arte nasce, cresce e cambia. Le opere.net non possono essere presentate nel circuito dei processi espositivi dell'arte tradizionale senza essere in tal modo snaturate; il loro luogo di presentazione e punto di incontro degli artisti diviene il festival, dei quali il primo in assoluto è stato "On Line: Kunst im netz", tenutosi a Graz nel 1993. Altre importanti manifestazioni dedicate all'arte mediale sono: "Prix Ars Electronica" e "Observatory"; per quanto riguarda l'Italia, degne di nota sono "Netmage" e "Digital_is_not_analog", tenutesi entrambe a Bologna.


In rete è disponibile uno dei primissimi documentari su questa nuova forma d'arte; intitolato "Net.Art", è il frutto della collaborazione tra Jason Spingarn-Koll e la scuola di giornalismo di Berkeley. Questo lavoro cerca di mettere in evidenza le varie possibilità di uso creativo del web, illustrando vari progetti d'artista realizzati in Rete, tra cui quelli di Jodi.org, Rtmark, Mark Napier e Superbad. Il documentario è disponibile all'indirizzo http://journalism.berkeley.edu/netart/ (è richiesta l'installazione del Real Player).
Nel sito di Cafe9.net di Bologna (http://www.salara.net/cafe9), inoltre, è possibile consultare WebGallery (Dinamo), uno spazio di studio e approfondimento della Net.Art, con mostre, informazioni sugli eventi in corso, saggi e articoli.