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Tecnologie e Società

 

Il dilemma di Darwin
08/10/2009

Ricercatori dell’Università di Oxford (http://www.ox.ac.uk/) sono riusciti a identificare una ricca varietà di fossili microscopici estremamente ben conservati risalenti al Precambriano, contribuendo a colmare una lacuna sui primissimi passi evolutivi della vita.

“Alla domanda del perché non si trovino ricchi depositi fossiliferi appartenenti a questi periodi precedenti il Cambriano, non so dare una risposta soddisfacente”: così scriveva Darwin nella sua opera L'origine delle specie, formulando un problema che in seguito divenne noto come “dilemma di Darwin”.

Il periodo Cambriano, iniziato circa 542 milioni di anni fa, mostra un’improvvisa, rapida crescita nella diversità delle specie, un evento noto come esplosione del Cambiano.

Darwin lamentava la mancanza di riscontri fossili precedenti a quel periodo che testimoniassero la lenta evoluzione, nel corso di molti milioni di anni, delle prime forme di vita, presupposto dell’esplosione cambriana. Un problema che ha continuato a lasciare perplessi i paleontologi.

Ora, come riferito in un articolo pubblicato sul “Journal of the Geological Society”, due ricercatori dell’Università di Oxford, Richard Callow e Martin Brasier, sono riusciti a sciogliere il dilemma, dando ragione a Darwin, che era convinto che alla fine quei fossili sarebbero stati trovati: i ricercatori hanno infatti identificato una ricca varietà di fossili microscopici di quel periodo, eccezionalmente ben conservati.

I ricercatori hanno focalizzato la loro attenzione su una formazione inglese, nello Shropshire, nota come Supergruppo di Longmyndian, che all?epoca di Darwin era tata studiata dal geologo J. W. Salter, che sperava di trovare reperti del Precambriano, riuscendo però a rilevare solo probabili “tracce fossili” non meglio identificabili.

Analizzando con i più sofisticati strumenti oggi disponibili la collezione originale di Slater e nuovi campioni tratti dalla stessa formazione, Callow e Brasier sono riusciti a osservare le tracce di molte forme di vita microbica risalenti al periodo di Ediacara conservate in varie forme. Alcuni organismi sono stati compressi sotto strati di sedimenti fino a formare un sottilissimo film di residui carboniosi sulla superficie delle rocce, come in una fotografia; altri sono rimasti conservati nella loro forma tridimensionale grazie a un processo di progressiva mineralizzazione. (gg)

Tratto da "Le Scienze" online

http://www.lescienze.it/














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