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Tecnologie e Società

 

Il DNA degli antichi manoscritti medievali
03/10/2009

La creazione di un data base genetico delle pergamene su cui sono redatti potrebbe consentire di determinare data e luogo di composizione.

Le più antiche e prestigiose biblioteche europee conservano migliaia di manoscritti medievali, per buona parte dei quali non si è finora riusciti a stabilire con esattezza il luogo e gli anni in cui sono stati vergati. Ora un ricercatore della  North Carolina State University (http://www.ncsu.edu/) sta sviluppando una serie di tecniche che potrebbero chiarire l'esatta origine di questi scritti.

Partendo dal fatto che gran parte di questi manoscritti sono stati redatti su pergamena, Timothy Stinson ha pensato di sfruttare le tecniche che consentono di estrarre e analizzare il DNA ancora presente in questi fogli ricavati da pelle animale.

In tal modo il ricercatore sta cercando di costruire un data base genetico che possa essere utilizzato pe determinare quando e dove sia stato scritto un testo su pergamena. "La datazione e la localizzazione dei manoscritti rappresenta storicamente un problema che continua a ripresentarsi - ha osservato Stinson - in quanto, finora, ci si è ampiamente basati sul tipo di grafia e sul dialetto degli amanuensi e scrittori che hanno creato i manoscritti, tecniche che per molteplici ragioni possono dimostrarsi non affidabili."

Secondo Stinson il problema potrebbe essere risolto dalla creazione di punti di riferimento ottenuti grazie al DNA estratto da un numero ridotto di pergamene che possono essere datate e localizzate con notevole sicurezza. Ogni manoscritto può fornire un cospicuo numero di dati genetici, spiega Stinson perché in un tipico volume medievale si può trovare la pelle anche di un centinaio di animali.
La ricerca, dice Stinson, "ci permetterà anche di tracciare le rotte del commercio delle pergamene nel mondo medievale, un risultato che potrebbe fornire dati significativi sull'evoluzione dell'industria del libro in quell'epoca".

Stinson presenterà i suoi primi risultati della sua ricerca il 23 gennaio prossimo nel corso del congresso annuale della Bibliographical Society of America (http://www.bibsocamer.org/) in programma a New York. (gg)

Tratto da "Le Scienze" online

http://www.lescienze.it/














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