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Tecnologie e Società

 

Napster, il peccato originale?
Breve storia del software di condivisione di file audio che fa tremare le major.

di Massimiliano Neri**

(pdf, 12 kb)

 

(San Francisco, USA) La difesa della creatività intellettuale sedeva ieri dalla parte della ragione con le forme di un gattino bianco e candido. Oggi, secondo alcuni, ha assunto le sembianze di un serpente velenoso che non ha neppure diritto di replica. Perché?

Un bel giorno il signore creò Adamo, cioè l'mp3, un formato audio che permette di comprimere una canzone in un file, e quindi spedirlo e riceverlo tramite Internet. Questa creazione scaldò gli animi di quei ragazzini che occupavano i dipartimenti d'ingegneria elettronica, illuminati dal fatto che le loro doti di nerds potessero finalmente deviare dalla ricerca di fotografie porno al download di vere e proprie canzoni. La vita però non era facile, le difficoltà a ricercare la canzone desiderata in rete non consentivano a Adamo di diffondersi e moltiplicarsi felicemente. Così il signore gli regalò Eva, cioè Napster.

Napster è una delle applicazioni più semplici che esistano. Non ha creato niente di nuovo, ha semplicemente raccolto le funzionalità per lo scambio di generici files in un'interfaccia grafica che semplifica la ricerca e lo scambio di mp3. Apri il programma, lui si collega al centralone che in risposta lo informa di tutti gli utenti attualmente collegati come te in quel momento e che insieme formano la comunità Napster. Tu, come gli altri, metti a disposizione i tuoi mp3, in questo modo puoi scaricare il brano che cerchi dal computer di un altro utente (P2P - peer to peer ovvero person-to-person). Semplice e geniale, la nuova Killer App!

Però questa volta il mondo non si mette ad applaudire come avevano fatto con altre invenzioni (Windows, Netscape, Yahoo!, etc.). Qualcuno anzi si arrabbia veramente. La rock band Metallica capeggia la marcia chiassosa degli incappucciati che, armati di forcone, portano Napster in tribunale contro il cartello delle compagnie discografiche. Essi sostengono che quel programmino scaricabile gratuitamente ha fatto perdere loro centinaia di miliardi in diritti d'autore.

In una tranquilla corte di San Francisco si svolge il processo ad Eva, colpevole di aver offerto la mela del peccato alle migliaia di utenti che si sono scambiati baldanzosi le loro canzoncine senza pagare una lira.

Ma dove sta realmente la mela del peccato? Sei tu, utente Internet, che mordi il frutto scaricando mp3 in palese violazione dei diritti d'autore, o il colpevole è Shawn Fanning, lo sviluppatore di questo software che, un po' come Caronte, traghetta mp3 verso l'inferno?

La battaglia legale alla corte di San Francisco è stata infuocata per mesi: Napster ha impiegato tutti i fondi di ventura che aveva raccolto per pagare i migliori avvocati in un'arena che lo vedeva precursore dei profeti. Un diluvio di minacce giornaliere di chiusura del sito ha spinto per mesi noi cyber-ladri a tentare di scaricare dalla rete l'impossibile, come rubare la frutta in un supermercato prima che qualcuno lo chiuda per fallimento.

Dopo centocinquanta giorni e centocinquanta notti, una colomba si è poggiata sull'arca dell'mp3. Il rametto di ulivo che ha portato in dono per tutte le coppie di utenti che sono state caricate da Noè- Internet porta una pubblicità: Bertelsmann, la regina dell'industria dello spettacolo. Tutti gli utenti/animali che si sono imbarcati in questo viaggio, potranno scendere e moltiplicarsi... negli scambi di mp3, a patto di una quota associativa a Napster che ripagherà così i diritti d'autore per le canzoni bruciate nella fornace di questo nuovo business model.

Siamo contenti? Non tanto, per la verità: avevamo creduto in una rivoluzione improvvisa del mercato della musica grazie a Eva - Napster e relativi discendenti, Caini o Abeli che fossero (Gnutella e simili). Sembrava che l'architettura legislativa sul diritto d'autore dovesse tremare inesorabilmente davanti all'ennesimo passo avanti della creatività e della tecnologia. Sappiamo bene che lì fuori, come in un film dell'orrore, vi sono decine di software simili a Napster, pronti a riaccendere la miccia del caos assoluto. Qualcuno l'ha già capito: Subsonica e Jovanotti capeggiano la nuova generazione, quella composta da coloro i quali hanno capito finalmente qualcosa.

** [Massimiliano Neri è Consultant di Irise Corporation (http://www.irise.com). Ventinove anni, bolognese trapiantato a San Francisco, è corrispondente per Noema dalla Silicon Valley]

 







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