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06.02.2000, COMUNICATO DI RIVENDICAZIONE

 

LA GRANDE TRUFFA DELL'ARTE [English]
Avete mai la sensazione di essere imbrogliati?

Una rivendicazione di 0100101110101101.ORG e Luther Blissett

(pdf, 16 Kb)

 

 

Dichiaro di aver inventato la vita e le opere dell'artista serbo Darko Maver, nato a Krupanj nel 1962 e morto nel Carcere di Podgorica il 13 gennaio 1999.

Darko Maver era nato e vissuto nell'area balcana, la stessa oggi spolpata viva dagli interessi economici e geopolitici dei potenti, dalle milizie delle diverse etnie e dalla macchina-avvoltoio dei media. Darko Maver era un artista politicamente scomodo, le sue performance difficili da digerire; ciononostante era ormai pronto per essere assimilato dal sistema dell'arte. Debitamente omogeneizzata, privata della sua forza espressiva la sua opera era gia' pronta al viatico canonico che attraverso le gallerie, le mostre, il mercato porta alla pace eterna del museo, apice di un processo anestetico, sterilizzante, disarmante.

Il museo: vero e proprio tempio dove si cerimonia l'arte, e' un luogo che falsifica, avvilendola, l'arte che contiene, cosi' come il carcere falsifica rendendola irriconoscibile la vita che nega.

E il teorema, una volta ancora, si dimostra esatto: un artista (un'identita'), una poetica, le opere e il sistema e' pronto a fagocitare tutto, a tradurre in merce quanto era vita.

... tutto questo per Darko Maver non accadra'.

Perche' Darko Maver non esiste! Perche' le sue opere non esistono!

 

PARTE I: BIOGRAFIA/LA CREAZIONE DEL PERSONAGGIO

Darko Maver, vero nome di un noto criminologo sloveno, e' una creatura mediatica. Costruito nei dettagli per penetrare le difese immunitarie del sistema artistico, novello cavallo di Troia, Darko Maver non ha fallito. Nel momento del suo recupero - inevitabile sorte di ogni pensiero/azione per quanto estremo e radicale - nel momento in cui il cappio si serrava, e' svanito, rivelando tutto il suo potenziale.

PARTE II: LE OPERE/LA MITOPOIESI

La diffusione del nome e dell'opera di Darko Maver e' una rivolta attiva ad ogni forma artistica dominante. Dove i confini tra realta' e falsificazione, se esistono, sono talmente sottili che spesso i ruoli si invertono ed e' la realta' che si trova a copiare l'imitazione, Darko Maver e' un saggio di purissima mitopoiesi.

Le agghiaccianti foto, presunta testimonianza della sua attivita' all'accademia di Belgrado, ritraevano autentici feti e aborti che sono stati creduti senza fatica sculture in PVC e vetroresina di proporzioni giganti e persino indossabili! L'ormai famosa opera 'Tanz der Spinne' e' composta di immagini reali di omicidi, stupri e violenze di vario genere; nessun manichino e' mai esistito e nessun giornale serbo ha mai recensito le performance di Maver. Tutto questo repertorio di immagini raccapriccianti e' reperibile nel sito Internet http://www.rotten.com e in altri simili, a disposizione di chiunque abbia lo stomaco per vederle.

Lo stesso volto di Darko Maver, riprodotto su diverse riviste e decine di siti web, e' in realta' quello di Roberto Capelli, storico membro del Luther Blissett Project bolognese.

La verita' delle immagini credute simulazioni compensa l'inesistenza di un artista creduto reale.

Ma un'artista, per essere tale, necessita di una poetica, di una teorizzazione del suo lavoro. Ecco 'La Dimensione degli Extracorpi' e altri testi deliranti e assolutamente illeggibili - parodia di tutta una serie di teorie nauseabonde sulla mutazione/contaminazione - in cui e' impossibile trovare un senso qualsiasi ma di cui un grosso critico, durante l'ultima esposizione del 'caso Darko Maver' il 9-9-'99 a Roma, ha attribuito indignato la paternita' a niente meno che Francis Bacon!

In principio erano due siti Internet, l'unica testimoninza dell'esistenza di Maver. Ma Internet come medium non fornisce alcuna garanzia anzi, la facilita' di confondere le identita' e' parte della sua natura; l'essere presente in rete era per l'artista serbo decisamente troppo poco perche' qualcuno si interessasse alla sua opera. Darko Maver, o almeno le sue opere, dovevano concretizzarsi materialmente per essere notate, e cosi' e' stato.

PARTE III: IL CARCERE/LE MOSTRE

Nell'agosto '98 una rinomata galleria di Lubiana, Kapelica Gallery, espone la documentazione di 'Tanz der Spinne', costituedo un prezioso precedente per le successive mostre dedicate al fantomatico artista. Presto segue infatti quella di Bologna, il 18-19-20 febbraio 1999, nel contesto di una manifestazione per la liberta' d'espressione che espone opere di diversi disegnatori tra i quali Liberatore, Martin e Manara.

Centinaia di attenti visitatori si accalcano nello spazio dedicato a Maver. Scioccati dalle immagini delle performance, i cui originali sono stati censurati e distrutti, cercano spiegazione-conforto nei testi la cui irrazionalita' li lascia letteralmente a bocca aperta, definitivamente disorientati. Risultato: dal febbraio di quest'anno, dopo pochi mesi di vita, Darko Maver e' gia' un mito; perlomeno nel mondo underground.

L'opera di propaganda continua su piu' fronti: in rete gli sviluppi sulla vicenda: la censura delle opere, la distruzione delle stesse e l'arresto per propaganda anti-patriottica sono riportati a centinaia di iscritti dal periodico 'EntarteteKunst' (http://www.EntarteteKunst.org) fruttando numerose citazioni e link da altri siti; contemporaneamente escono alcuni articoli: Flesh Art (n°3, aprile '99) dedica due pagine alla vita e alle opere di Maver mentre Tema Celeste (n°73, marzo '99) pubblica il comunicato stampa dell'incarcerazione, avvenuta il 13/1/1999 nell'area del Kosovo, e a questi ne seguiranno altri. Maver sara' piu' volte preso ad esempio per la censura subita, altrove semplicemente citato.

E' in questo periodo che la situazione in Kosovo, gia' da tempo intollerabile, esplode con l'intervento delle truppe NATO nei balcani.

PARTE IV: LA MORTE/IL MITO

Al 30/4/1999 risale la notizia della morte di Darko Maver.

L'immagine del corpo, verosimilmente pervenuta via Internet, si diffonde rapidamente insieme all'interrogativo inquetante: omicidio o il suicidio come ultima tragica performance?

Quest'ultimo atto della 'vita' di Maver ha trovato eco in un lucido e pungente articolo, "Manichini di guerra", apparso su "Modus Vivendi" (n. 6, luglio/agosto '99) che illustra puntualmente come Darko Maver, le sue opere e la sua storia, potessero essere lette come una critica alla realta' mediatica e alla strumentalizzazione delle immagini delle vittime del conflitto bellico.

Dalla morte al mito il passo e' breve. E' il momento della celebrazione dell'artista serbo morto sotto i bombardamenti NATO. Il 12-6-99 alla Biennale dei Giovani Artisti, a Roma, il gruppo teatrale Sciattoproduzie dedica all'artista serbo il suo spettacolo-performance intitolato appunto 'Awakening, a tribute to Darko Maver' ed espone nuovamente il materiale documentario sulla sua opera.

Il 23 settembre, alla 48° Esposizione Internazionale d'Arte a Venezia, viene presentato il documentario 'Darko Maver - L'arte della guerra'.

Il 25 dello stesso mese il Centro di Produzioni Multimediali Forte Prenestino di Roma ospita una reterospettiva dedicata all'opera di Maver. In mostra, oltre alla documentazione delle performance di 'Tanz der Spinne', le opere giovanili fino ad ora inedite, per lo piu' sculture e collage, realizzate nei primi anni '80.

La presenza di Maver alla biennale veneziana rappresenta senz'altro il massimo obbiettivo perseguibile nel lungo processo dimostrativo della permeabilita' di un sistema come quello dell'arte.

Tutto il materiale relativo al "Caso Darko Maver" - opere, articoli, fotografie ecc. - e' reperibile all'indirizzo: http://www.0100101110101101.ORG

 

English Text

06 Feb. 2000, PRESS RELEASE

 

THE GREAT ART SWINDLE

 

Do you ever get the feeling you're being cheated?

A disclosure by 0100101110101101.ORG and Luther Blissett

 

I declare that I have invented the life and the works of art of the Serbian artist Darko Maver, born in Krupanj in 1962 and dead at the Potgorica penitentiary on January 13th, 1999.

Darko Maver was born and lived in the Balkan area, which nowadays is being ravaged and plundered by the economic and geopolitical interests of the mighty, by the forces of different ethnic groups and in the end, by the vulture-machine of the media.

Darko Maver was a politically incorrect artist, his performances hard to digest; nevertheless he was ready to be absorbed into the art system. His work, once properly homogenised and deprived of its expressive force, was ready to go through the canonical way which links galleries, exhibitions, the art market, and finally takes to the eternal peace of the museum, apex of an anaesthetic process, of disarmament and sterilization, a process which art has always suffered.

The museum is a sheer temple where art is celebrated, faked and degraded, just as prison degrades life making it unrecognisable. And the theorem, once more, proves to be exact: an artist (an identity), a style, the works... and the system is ready to absorb everything and turn life into commodities.

...all this won't happen to Darko Maver.

Because Darko Maver doesn't exist! Because his works don't exist!

 

PART I: BIOGRAPHY/ THE CREATION OF THE CHARACTER

Darko Maver, real name of a well known Slovenian criminologist, is a media creature. Studied in details to penetrate the resistance of the art system, new Trojan horse, Darko Maver hasn't failed. At the moment of his recycling - unavoidable destiny of any thought/action, even the most extreme and radical, under capitalism - when his hands were already tied, he vanished, revealing all his potential.

PART II: THE WORKS/THE MYTHOPOESIS

The diffusion of the name and works of Darko Maver is an active riot against any dominant form of art. Where the borders between reality and false, if they exist at all, are so thin that often the roles exchange and reality copies imitation, Darko Maver is an essay of pure mythopoesis.

The dreadful images of foetuses and aborts, alleged evidence of Darko's activities at the Belgrade Academy, were true, yet, without effort, we made people believe they were huge PVC and fibreglass sculptures, even wearable!

The famous 'Tanz der Spinne' is made of images of real deaths, rapes and violence of many kind; no dummy ever existed and no Serbian newspaper ever reviewed Maver's performances. All this inventory of horrifying images can be found on the Internet site http://www.rotten.com and other sites like that, accessible to anybody who have a strong stomach.

Maver's very face was actually that of Roberto Capelli, a long-time member of the Luther Blissett Project in Bologna.

The reality of images regarded as simulation balances the inexistence of an artist regarded as real. But an artist, to be true, needs a poetic, a theorisation of his work. Here are the 'Dimension of the Extrabodies' and other wild texts, absolutely impossible to read - parodies of too many nauseating theories on mutations/contamination - no way one can find any meaning in them; texts which an art critic, during the last exhibition on the 'Darko Maver affair' (Rome, September 9, 1999) indignantly claimed they had actually been written Francis Bacon!

In the beginning were two web sites, the only "proof" of Maver's existence. However, the Internet as medium gives no guarantees, on the contrary, the easiness to confuse identities is part of its own nature; being on the Internet was not enough for anyone to be interested in the Serbian artist's work. Darko Maver, or at least his works of art, was to materialise to be noticed, and so they did.

PART III: THE JAIL/THE EXHIBITIONS

In August '98 a well known gallery of Ljubljana, the Kapelica Gallery, exhibited the documentation of 'Tanz der Spinne', creating a precious precedent for the following exhibitions dedicated to the elusive artist. Soon came the Bologna exhibition, on 18-19-20 of February 1999, during a benefit show for freedom of speech, which showed many works of different artists like Liberatore, Martin, Manara.

Hundreds of attentive visitors pressed in the room dedicated to Darko Maver. Shocked by the performances images - the originals have been censored and destroyed - they tried to find an explanation-comfort in the texts. Result: since February '99, after only a few months of life, Darko Maver was already a myth; at least in the underground.

The propaganda continued: the works' censorship, their destruction and the arrest of Darko on charges of anti-patriotic propaganda. On the net, accounts of these events were posted to hundreds of subscribers of the "EntarteteKunst" (http://www.EntarteteKunst.org) newsletter, provoking mentions and links in other sites; at the same time some articles were published: "Flesh Out" (#3, April '99) dedicated two pages to the life and works of Maver while "Tema Celeste" (#73, March '99) published an imprisonment-related solidarity press release. The arrest had allegedely taken place on January 13, 1999 around the Kosovo area. Many other news pieces followed. Very often, Maver was cited as an example of censorship, other times only mentioned.

That was the time in which the situation in Kosovo, already intolerable, bursted out with the NATO intervention in the Balkan area.

PART IV: THE DEATH/ THE MYTH

The 30 of April 1999 Darko Maver's death was announced.

The picture of the corpse spread itself and roused some intriguing questions: homicide? Suicide? The final, tragic performance?

This last act of Darko Maver's life was explained in a clear and sharp article, "Puppets of war", appeared on environmentalist magazine "Modus Vivendi" (July - August '99). According to then author, the life and works of Darko Maver might be read as a critique to media exploitation/manipulation of the victims' images in the war.

From death to myth was a short step. It was time to celebrate the Serbian artist dead under the NATO bombing. On June 12th '99, at the Bienniale of young artists, in Rome, the theatrical group sciattoPRODUZIE dedicate to the martyr his performance titled 'Awakening, a tribute to Darko Maver' and showed one more time the documentary stuff on his work.

On September 23rd, at the 48th Art Biennale in Venice, was presented the documentary "Darko Maver - the art of war".

On September 25th, the "Forte Prenestino" squat/multimedia centre in Rome hosted a retrospective dedicated to the work of Maver. The exhibition included the whole documentation of the 'Tanz der Spinne' installation and the previously unpublished 'Darko Maver early works' : collages and sculptures made in the early 80's.

The presence of Maver at Venice Biennale was surely the highest achievement in the long process exposing the permeability of such a vulnerable system like the art world.

All the stuff on the "Darko Maver Affair" - works, articles, photographs - is available at the url: http://www.0100101110101101.ORG

 







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