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Jorn Ebner
Introduzione alle opere (portfolio)

di Giulia Gelmini

 

Le attività scultoree di Jorn Ebner, come l’artista stesso ama definirle, ruotano intorno alla nozione di scultura come assemblaggio di oggetti, azioni e le tracce che queste azioni lasciano dietro di sé a seconda della circostanza e del contesto in cui vengono praticate e fruite. Le azioni e gli oggetti che constituiscon le opere di Ebner non si cristallizzano mai in perentorie opere statiche e immutabili, bensì si trasformano in un continuo fluire di configurazioni mobili e plastiche, che incarnano le transizioni cui l’opera va soggetta man mano che il pubblico interagisce con essa. Allo stesso tempo, le opere di Ebner non si presentano al pubblico come un amalgama indistinto di oggetti e raffigurazioni, bensì come una serie di costellazioni di significato, in cui ogni componente puo essere inteso come un elemento a se stante, o come parte integrante di un organico tutto.

Queste configurazioni si manifestano attraverso modalità e supporti diversi da quelli tradizionalmente associati al mezzo scultoreo. Se, da un lato, la fruizione di un’opera scultorea tradizionale è legata ad uno spazio e un contesto ben definiti (il museo, la galleria, la piazza ecc.), le attività scultoree di Jorn Ebner si situano in un altro tipo di spazio, lo spazio elettronico. Si tratta di spazi in cui le nozioni di accessibilità e presenza dello spettatore seguono logiche altre, in quanto mediate da una serie di strumenti come la tastiera, lo schermo, e il computer attraverso i quali lo spettatore visualizza, interagisce ed esplora l’opera. Ne consegue un tipo di interazione diverso da quelle tradizionalmente associate alla fruizione di un’opera scultorea, ma che cionondimeno non si discosta troppo dalla nozione di base che Ebner promuove della scultura come pratica artistica.

Da un lato, l’interazione mediata dal computer non consente l’esplorazione kinestetica dell’opera: lo spettatore non può fisicamente muoversi attorno ad essa, per osservarla da diverse prospettive, nè puo toccare l’opera, per percepirne la consistenza materiale. D’altra parte, la navigazione on-line del’opera scultorea di Ebner consente allo spettatore di visualizzarne gli elementi secondo diverse modalità (sequenziale VS non-sequenziale; parziale VS globale); attraverso questo processo, l’opera si mostra allo spettatore sotto diverse prospettive che, se non direttamente comparabili alle prospettive che si presentano all’osservatore di una scultura reale mentre le si muove attorno, si può dire ne costituiscono l’equivalente in termini concettuali.

É interessante considerare, inoltre, come l’esperienza percettiva di attraversamento dello spazio vissuta dallo spettatore reale di fronte ad una scultura materiale si trasformi, nelle opere di Ebner, nell’esperienza mediata dal computer, in cui lo spazio virtuale dei browser determina nuove configurazioni temporali. Nelle attività scultoree di Ebner, l’uso di browser multipli permette la visualizzazione sequenziale di diverse parti dell’opera. Sebbene questa sequenzialità si possa paragonare alla sequenzialità della fruizione in un contesto tradizionale (lo spettatore impiega un determinato arco di tempo per girare fisicamente attorno alla scultura, o attraversarla, o inflitrarsi nei suoi interstizi), infatti, i tempi di connessione dei browsers che permettono la visualizzazione delle opere di Ebner dipendono da una serie di fattori contestuali, come la velocità di connessione al server, la potenza del computer dal quale lo spettatore si connette, la collocazione dei servers ai quali i browsers si appoggiano ecc.

Infine, anche l’esperienza tattile viene trasformata nel passaggio dall’opera scultorea tradizionale alle attività scultoree di Ebner. Nelle prime, l’interazione è omogenea e naturale; lo stimolo passa per il canale tattile sia nell’input che nell’output: al tocco della materia corrisponde una percezione tattile. Nelle seconde, l’interazione si sdoppia in due stimoli che seguono due canali diversi: alla sensazione tattile del tocco/click del mouse, corrisponde un output visivo (le immagini e animazioni che costituiscono l’opera).

Chiunque abbia esperienza di un computer non esiterà a considerare questo sdoppiamento come una pratica consolidata in cui l’attivita’ cognitiva sopperisce all’incongruenza percettiva. Al contrario, lo spettatore di un’opera scultorea digitale sarà, forse, piu propenso a guardare a questa incongruenza con sguardo rinnovatamente perplesso, grazie alla ricollocazione di questo sdoppiamento percettivo nell’ambito di una pratica meno consolidata, ovvero l’attività scultorea digitale.

Il corpus di lavori di Jorn Ebner si divide, a grandi linee, in due principali filoni: gli eBooks e le opere di net art basate su Internet.

Gli eBooks alternano forme lineari e non-lineari di narrazione, che lo spettatore attraversa tramite due modalità di navigazione: utilizzando le frecce sulla tastiera, o cliccando direttamente sulle immagini, per scoprire i links che si nascondono in esse, e che portano a libri paralleli o sotto-categorie dello stesso libro (Pollen Connection Point, Border Patrol, Party Turnstile e Road Works).

Grazie all’integrazione del formato pdf integrato con codici java, gli eBooks sono fruibili sia su supporto cartaceo che elettronico e interattivo.
Gli eBooks affrontano il tema del paesaggio, inquadrandolo in una serie di prospettive sia in movimento che statiche. Elementi statici quali il disegno e la fotografia vengono inglobati in un discorso narrativo che li rende fluidi, in movimento, e ne sottolinea le connessioni sia temporali che spaziali. Il risultato è una serie di narrazioni visive in cui l’esperienza temporale del susseguirsi di immagini in narrazioni contribuisce a potenziare la concettualizzazione dello spazio (Ebner, NoemaLab).

Le opere Internet costituiscono un’estensione e approfondimento delle attività scultoree degli eBooks, e dei relativi temi del paesaggio (politico, personale), della narrazione (lineare, non-lineare), e della configurazione spazio-temporale delle rappresentazione artistica.

Due sono gli elementi innovativi nelle opere Internet rispetto agli eBooks: il ruolo dello spettatore, e il ruolo del mezzo espressivo.
Lo spettatore viene chiamato a partecipare attivamente al processo di creazione/fruizione dell’opera: è proprio grazie al suo interagire con l’opera che l’opera si materializza, mostrandosi sullo schermo del computer dal quale lo spettatore vi accede; ed è grazie alla navigazione dello spettatore che l’opera prende forma e si evolve.

Il mezzo espressivo si esplica nell’originale utilizzo che Ebner fa del browser; frammentando il contenuto dell’opera in molteplici visualizzazioni supportate da browser multipli, Ebner investe il mezzo di comunicazione – Internet – del ruolo di catalizzatore per una riflessione sulla fruizione e navigazione dell’opera, che si fa frammentaria e dislocata.

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English

Jorn Ebner
Summary of works (portfolio)

 

Background to the Jorn Ebner’s work is the idea of sculptural activities, where the artist pursues the
notion of sculpture in which objects, actions, and a record of those actions are assembled in configurations that could be changed according to the exhibition situation.

Ebner's works can also be updated with new actions: they embody a possibility for continuous change.
The works require the viewer to make the connections between the individual components and their networked configurations of meaning.
For a more in-depth conceptualization of the idea of ‘sculptural activity’, see the artist’s article on NoemaLab.
Beside the installations and the artists’ books, Ebner’s work can be broadly divided into e-Books and Internet based works.

The eBooks are both linear and non-linear structures: the user can simply use the arrow-buttons on the keyboard to browse through the books, or discover hidden links within the pages to move through them. Pollen Connection Point, Border Patrol, Party Turnstile and Road Works also contain subbooks and parallel-books for the user to discover, whereas Conflict Mountain and Equilibrium Panel only have one image sequence. Each work employs pdf technology with javascript to create a new form of electronic book (or book in general), that can also be printed out as a picture series.

Finally, Ebner’s eBooks confront the viewer with a reflection on landscape, both in terms of fluid and static representations. Static elements such as drawings and pictures are assembled into a fluid narrative form, where temporal and spatial connections emerge and enhance each other, temporal sequences contributing to the conceptualization of space, and viceversa.
Ebner’s Internet-based works continue from his e-Book sculptural activities, and his reflection on political and personal landscape, linear and non-linear narration, and the configurations of time and space in artistic representation.

In his internet based works, however, two main new themes are introduced.
Firstly, he hands over the action to the user. Although the content is pre-defined by the author, the work comes into being and evolves due to the spectators’ activity and interaction with the material.
Secondly, Ebner uses the medium as a tool to support his reflection on the concept of artistic fruition and navigation. His original use of multiple browsers to fragment the representation and shape the user’s interaction constitutes a unique investigation into the role of the medium within the artistic practice.

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