Total recall: The (re-) evolution of memory?

[ITA] Ars Electronica Festival in questa edizione del 2013 si apre al passato, almeno, in un certo senso. Al centro dell’attenzione di artisti, pensatori, esperti, critici d’arte, infatti, il concetto di memoria, in tutte le sue declinazioni. [ENG] Ars Electronica Festival in this 2013 edition is, in a certain sense, opened to the past. Artists, thinkers, experts, art critics, so as all the visitors were, indeed, invited to focus their attention on the concept of ‘memory’, in all its declinations.

From: Gianna Angelini

The Pendulum Choir

The Pendulum Choir

[Italiano] [English below]

Semplice richiamo al passato o desiderio di riscoperta di primarie risorse? Ars Electronica Festival, l’evento più atteso dell’anno per i curiosi osservatori del futuro dell’arte e delle nuove tecnologie, in questa edizione del 2013 si apre al passato, almeno, in un certo senso. Al centro dell’attenzione di artisti, pensatori, esperti, critici d’arte, infatti, il concetto di memoria, in tutte le sue declinazioni. Nell’anno in cui la Biennale di Venezia propone il tema del “Palazzo enciclopedico”, una visione del mondo dell’arte come un tessuto composto di riferimenti a luoghi del tempo e dello spazio diversi (presenti e passati), anche a Linz si cerca di approfondire il tema della conservazione e della classificazione del sapere. Tre gli ambiti concettuali focalizzati: memoria intesa come ricordo, dal punto di vista storico e neuro scientifico, memoria in relazione al concetto di dimenticanza.

Total recall è il mio primo Ars Electronica Festival, a cui ho partecipato con delle aspettative precise legate al tema proposto. Innanzitutto aspettative di carattere concettuale. Cosa voglio dire. In psicologia si utilizzano tre termini diversi per racchiudere il fenomeno del ricordo: memoria, che è la facoltà di ritenere pensieri primitivi, reminescenza, che è la facoltà di richiamare alla mente cose apprese, ricordanza, che è lo stato passivo della mente alla quale senza sforzo e ricerca si presentano le cose una volta apprese. La facoltà di ritenere /trattenere/salvare pensieri è il compito primario della memoria, dunque, cui fanno seguito uno spettro di possibilità legate alla loro costruzione/ricostruzione. Fino a qualche decennio fa, il ruolo del salvataggio era imputato per lo più a fonti primarie e le cui tracce fossero concretamente documentabili (scritture essenzialmente, ma anche reperti materiali passibili di datazione, etc.), da almeno vent’anni, da quando anche l’archeologia abbraccia la possibilità di una archeologia cognitiva*, tale ruolo è sempre più riconosciuto a fonti secondarie, non materiali, simbologie, credenze, miti, elementi non concretamente percepibili, ma le cui tracce influenzano l’evoluzione allo stesso modo delle tracce visibili, grazie al loro permeare l’ambiente. L’evoluzione di questi astratti registratori del pensiero è da sempre affidato a mezzi di trasmissione trasversali: l’arte in primis. Che tipo di ‘registratori’ l’arte valorizzasse e prevedesse per la trasmissione futura del sapere, era, pertanto, una delle prime curiosità che avrei voluto soddisfare a Linz, data la scelta del tema. In secondo luogo avevo aspettative di carattere scientifico, essendo interessata, cioè, a capire come questo immancabile riferirsi alle neuroscienze come fonte primaria di ispirazione di ogni cosa che riguarda l’attualità, avesse influenzato e prevedesse di influenzare, parte della produzione creativa dell’immediato scibile futuro, ma avevo anche, semplicemente, tanta curiosità, nel senso più triviale del termine.

Paul Vanouse

Paul Vanouse

Dopo aver ascoltato gli interventi degli esperti nelle varie conferenze, aver visto le esposizioni, le esibizione e le performance proposte, nonché i workshop e le mostre permanenti, ho maturato la sensazione di essere di fronte a diversi blocchi attenzionali, ognuno dei quali concentrato su delle visioni futuristiche abbastanza focalizzate, ma poco comunicanti fra di loro. Da un lato l’urgenza di una riflessione sul concetto di ibridazione-sintesi del sapere da diversi punti di vista, anche, o forse soprattutto, biologico (The Cosmopolitan Chicken Project – Golden Nica Hybrid Art/The Project Genesis/ la stessa esposizione di HR Giger in un certo senso, etc.); dall’altro un blocco preponderante della ricerca sui network (interni ed esterni) grazie alle più innovative scoperte scientifiche (The Connecting Cities project, tutte le esibizioni dell’Use at your own risk, The Blind Robot – Honorary Mention Hybrid Art/ Borderlands Granular – Award of Distinction Digital Music&Sound Art/Voices of Aliveness – Award of Distinction Interactive Art/Angles Mirror – Honorary Mention Interactive Art/AHORA. A song in the Hypertemporal Surface – Honorary Mention Interactive Art, etc.), poi un blocco legato all’estetica del funzionamento di questi nuovi registratori astratti del sapere (The Pendulum Choir – Golden Nica Interactive Art/ People_scans, etc.) e delle potenzialità dell’audiovisivo in generale (ad esempio, tutte le istallazioni di Schizofrenia Taiwan 2.0 e del Japan Media Arts Festival); in minima parte una riflessione filosofica sui meccanismi di trasmissione della conoscenza (innescata forse dall’onnipresente Geminoid HI-4, di Hiroshi Ishiguro, con i suoi androidi oltre-umani), e una piccolissima parte di archeologia mediatica (ad esempio la retrospettiva del MEGA (Museum of Electronic Games&Art, Ludic Memento). Il confine tra i blocchi, percepibile, ma labile secondo dei macro-principi teorici, che dovrebbe essere sfondato grazie a dei link antropologico-filosofici legati ad una riflessione nuova sulla conoscenza in quanto concetto, non viene, a mio avviso, a Linz superato. Ancora nel 2013 tali blocchi non comunicano e vanno letti per ciò che rappresentano di per sé, ma non all’interno di una qualche nuova visione portante.

In sintesi le mie aspettative sul Festival, dunque, si sono trasformate in ulteriori aspettative, ma di sicuro mi rimane una speranza per il futuro: che questo connettore tra i blocchi si trovi. E abbia anche un bell’aspetto.

*L’archeologia cognitiva è una sub-disciplina dell’archeologia che studia il pensiero delle civiltà antiche attraverso i resti simbolici che esse hanno lasciato. Tali resti possono essere indagati usando approcci sviluppati in discipline diverse, tra cui la semiotica, la psicologia e in un senso più ampio la scienza.

Hiroshi Ishiguro

Hiroshi Ishiguro

[English]

Ars Electronica Festival, the most highly awaited event of the year for the researchers of the connections between art and new techonologies, in this 2013 edition is, in a certain sense, opened to the past. Artists, thinkers, experts, art critics, so as all the visitors were, indeed, invited to focus their attention on the concept of ‘memory’, in all its declinations. In the year when the Venice Biennial proposes the theme of the “Encyclopedic Palace”, a vision of the art world as a complex fabric obtained by means of non-linear references to places of different time and space (past and present), also Linz looks at the exploration of the conservation and classification of knowledge. Three were the conceptual frameworks focused: memory examined from an hystorical and a neuroscientific point of view and memory examined in relation to the concept of forgetting.

Total recall was my first Ars Electronica Festival, which I attended with specific expectations related to the theme. First of all conceptual expectations. Let me explain what I mean. In psychology we use three different terms to enclose the phenomenon of memory: memory, which is the faculties to hold primitive thoughts, reminiscence, which is the faculties to recall learned things, recollection, which is the passive state of mind at which the things, once learned, appear effortless and without research. Therefore, the faculties to hold/save thoughts is the primary task of memory; faculties that is followed by a spectrum of possibilities related to their construction/reconstruction. Until a few decades ago, the role of the saving was mostly attributed to primary sources whose traces were actually documented (essentially writings, but also material evidences subject to dating, etc..). For almost twenty years, since even archeology considers the possibility of a cognitive archeology *, this role is increasingly admitted also for secondary sources, not material evidences, symbols, beliefs, myths, non concretely perceptible traces, but, at the same time, traces that can influence the evolution in the same way of the others, thanks to their capacity of permeating the environment. The evolution of these abstract recorders of thought has always been given to cross-means of transmission: art in the first place. What kind of ‘recorders’ the art would enhance and foresaw for the future transmission of knowledge, was, therefore, one of the first curiosity I wanted to fill in Linz. Secondly, I had high scientific expectations, as I was interested in understandig how this unmissable refer to neuroscience as a primary inspiration source for all the conteporary newness, had influenced (and it plans to influence) the creative production of the immediate knowledge, but I also, quite simply, had a lot of “curiosity” in the most trivial sense of the term.

Giger

Giger

After listening to the speeches of experts in the various conferences, seeing exhibitions and performance proposals, as well as workshops and permanent exhibitions, I developed the feeling of being in front of several attentional blocks, each of which focused quite precicely on a certain futuristic vision, but not so much interconnected between them. On one hand the urgent need to reflection on the concept of hybridization-synthesis of knowledge from different points of view, even, or perhaps especially, biological (The Cosmopolitan Chicken Project – Golden Nica Hybrid Art / The Genesis Project / the same HR Giger exhibition, in a sense, etc..), on the other hand a preponderat block of the research on (internal and external) networks thanks to the most innovative scientific discoveries (The Connecting Cities project, all performances related to ‘Use at your own risk’, The Blind robot – Honorary Mention Hybrid Art / Borderlands Granular – Award of Distinction Digital Music & Sound Art / Voices of Aliveness – Award of Distinction Interactive Art / Angles Mirror – Honorary Mention Interactive Art / AHORA. A song in the Hypertemporal Surface – Honorary Mention Interactive Art, etc. .), then a block of the aesthetics of these new abstract recorders of knowledge (The Pendulum Choir – Golden Nica Interactive Art / People_scans, etc..) and the potentiality of the audiovisual in general (the works on 2.0 schizophrenia Taiwan and Japan Media Arts Festival); a small part of a philosophical reflection on the mechanisms of transmission of knowledge (perhaps triggered by the ubiquitous Geminoid HI-4, by Hiroshi Ishiguro, with its over-human androids), and a very small block of archeology of media (such as the retrospective of MEGA (Museum of Electronic Games & Art), Ludic Memento).

The Cosmopolitan Chicken Project

The Cosmopolitan Chicken Project

The line between the blocks, perceptible, but fleeting from a macro-theoretical point of view, which should be weave tanks to links related to a philosophical-anthropological reflection on a new knowledge as a new concept, in my opinion, is not overtaken in Linz. Still in 2013, these blocks do not communicate and have to be read for what they represent in themselves, but not within a new vision.

To summarize, my expectations about the Festival become more expectations, but It certainly remains for me a hope for the future: that this connector between the blocks will be found. And it will also look good.

* The cognitive archeology is a sub-discipline of archeology that studies the thoughts of ancient civilizations through the symbolic evidencs that they have left. These evidences can be investigated using approaches developed in different disciplines, including semiotics, psychology, and science, in a larger sense.

 

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