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Interviewing New Media Art Didactics

Il progetto “Interviewing new media art didactics” nasce dall’esigenza di avere una panoramica nell’ambito della didattica che riguarda il rapporto tra arte e tecnologia, con un approccio fortemente sperimentale e consapevole delle dinamiche del contemporaneo. Un ciclo di interviste effettuate a docenti che insegnano discipline afferenti al rapporto tra arte e tecnologia in Italia.

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XXV Oscar Signorini Prize – Robotic Art

This XXV edition of the Prize is focused on robotic art, that is the use of robotic technologies in the arts. The Prize yearly proposes a competition aimed at understanding and spreading topics which are strictly connected to the contemporary culture and society.
The Prize aims at raising a reflection on contemporary topics through the main viewpoint of contemporary arts, in their newest, most emblematic and international forms. This is the reason why the Oscar Signorini Prize on robotic art has an international jury with renowned theoreticians and artists, who indicated two young artists each. The jurors are Pier Luigi Capucci (president), Eduardo Kac, Riccardo Notte, Luigi Pagliarini, Laura Sansavini, Pavel Smetana and Franco Torriani.

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Teatro e Multimediale

Negli ultimi ventanni i dispositivi multimediali sono entrati nel mondo del teatro e dello spettacolo integrandone i linguaggi visivi. Il Novecento ci ha abituato a stili, poetiche e arti che della contaminazione ne hanno fatto il proprio codice estetico, ma per ora il modo in cui l’avanzamento tecnologico diventa sia evoluzione del linguaggio, sia un ulteriore modalità di rappresentare il mondo contemporaneo resta ancora da definire. Questo perché gli strumenti metodologici sono ancora pochi e i casi in cui la tecnologia multimediale viene utilizzata sono frammentari per tracciare una completa analisi storica. Inoltre, come spesso accade, la critica deve usare categorie analitiche e metodologiche mutuate da diversi settori per poter analizzare i vari fenomeni di contaminazione nell’ambito del teatro.

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Teatro e Multimediale. Breve analisi del rapporto fra il teatro e il mondo digitale

Motus

Negli ultimi ventanni i dispositivi multimediali sono entrati nel mondo del teatro e dello spettacolo integrandone i linguaggi visivi. Il Novecento ci ha abituato a stili, poetiche e arti che della contaminazione ne hanno fatto il proprio codice estetico, ma per ora il modo in cui l’avanzamento tecnologico diventa sia evoluzione del linguaggio, sia un ulteriore modalità di rappresentare il mondo contemporaneo resta ancora da definire. Questo perché gli strumenti metodologici sono ancora pochi e i casi in cui la tecnologia multimediale viene utilizzata sono frammentari per tracciare una completa analisi storica. Inoltre, come spesso accade, la critica deve usare categorie analitiche e metodologiche mutuate da diversi settori per poter analizzare i vari fenomeni di contaminazione nell’ambito del teatro.

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Alan Turing e il sogno di una macchina intelligente

[Ricerca presentata per l’esame del Corso di Produzione Multimediale (prof. Pier Luigi Capucci), Laurea Specialistica in Cinema, televisione e produzione multimediale Università di Bologna, A.A. 2006/2007 – Programma del corso (pdf, 76 Kb)] Fu un tipo allo stesso tempo geniale e bizzarro, ad esempio si ricorda come andasse in bici con la maschera antigas, o […]

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Il Grande Muro di stelle

Il microchip e le stelle condividono due elementi che ne fondano l’identità: la luce e il fuoco (dell’elettricità per il chip). Nel Grande Muro di stelle i livelli d’implicazione edificano reticolati di grande complessità interpretativa. Il fuoco di Eraclito passa agilmente dal chip alla stella. Tutto è movimento, tutto è flusso nell’ambiente dell’elettricità. La luce diventa simultaneamente dato fisico e simbolo della conoscenza. Luce, conoscenza, energia, contenuti nascosti, le molteplici componenti di un universo comprensivo e complesso.
Il titolo dell’opera contiene simbolicamente un’ambiguità fondante: di quali stelle si tratta? Quelle appena visibili dei punti d’argento sui fondali blu del cielo, o questi chip che invadono la tela? Il rapporto tra le stelle e i microchip scaturisce dall’unione di identità e di numeri: 500.000 stelle, tutte assolutamente uniche, e 12.000 microchip, ognuno diverso dall’altro. Oltre la metafisica della piega, tipica di Fantastichini che da tempo verifica procedimenti sempre più d’avanguardia per occultare le forme dentro la tela, adesso con un autentico chip, il tag, inaugura una nuova dimensione della sua ricerca.

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Software Open Source e suo impiego in Second Life

Il potere d’intervento dell’utenza nell’allestimento e sofisticazione della piattaforma SL è stato ulteriormente sancito dalla progressiva apertura della medesima al software Open Source, articolatasi nel rilascio sotto General Public License del codice sorgente del Viewer (ossia il client di SL); sviluppo e programmazione dell’interfaccia sono suscettibili di manipolazione ed incremento ad opera di tutti i residenti affinché il Grid, il macrouniverso virtuale da essi abitato, e il software stesso possano rispettivamente arricchirsi di ulteriori funzionalità e dotarsi di maggiore sicurezza e stabilità, in virtù del monitoraggio compiuto da una comunità utente potenzialmente espandibile all’infinito.

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Drama, Performance and Digital Multimedia

The 19th Cairo international festival for experimental theatre -2007

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Cubase VST

Una delle nuove tecnologie per la musica [Ricerca realizzata per l’esame del Corso di Teoria e tecnica delle comunicazioni di massa (prof. Pier Luigi Capucci), DAMS, Università di Bologna, A.A. 2006/2007 Programma del corso (pdf, 92 Kb)] Sotto il nome di “Nuove tecnologie per la musica” si raccolgono apparecchiature di tipo diverso, non soltanto una […]

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La realtà virtuale e il trionfo del corpo

“Nessuno scia più realmente”, poche parole tratte dal film eXiStenZ che affermano in modo forte, benché romanzato, come richiede la trama di uno sceneggiato, come lo sviluppo tecnologico abbia pervaso la nostra realtà negli ultimi decenni. Si tratta di computer, di cellulari, di simulatori, di qualunque strumento esterno che modifica la nostra percezione del reale, o trasforma il nostro reale in una serie di diverse opportunità virtuali, un tempo impensabili

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Dai sintetizzatori analogici a quelli digitali fino ai “moderni” sintetizzatori virtuali

Il sintetizzatore è uno strumento musicale facente parte della classe degli elettrofoni, capace di generare (appunto sintetizzare) ed elaborare il suono mediante dei dispositivi elettrici ed elettronici (oscillatori, filtri, generatori di inviluppo, amplificatori, ecc) che possono essere realizzati secondo la tecnica analogica o digitale. In generale si può dire che l’architettura del sintetizzatore si basa sulla connesione di diversi moduli, ognuno dei quali è specializzato nel produrre, elaborare, amplificare il suono.

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Voip e applicazioni pratiche

VOIP = Voice over IP (voce su IP) molto semplicemente è una tecnologia che ci permette di effettuare chiamate via internet o un’altra rete dedicata che utilizza il protocollo IP senza passare attraverso la rete PSTN. Vengono instradati sulla rete pacchetti di dati contenenti le informazioni vocali, codificati in forma digitale, e ciò solo nel momento in cui è necessario, cioè quando uno degli utenti collegati sta parlando.

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Arte & tecnologie.Comunicazione estetica e tecnoscienze

In questo volumetto ho riunito alcuni testi redatti per varie occasioni nell’arco di cinque anni (1991-95), momenti di riflessione su di uno stesso corpus particolare. In una prospettiva generale le tecnologie di rappresentazione e di comunicazione (video, informatica, telematica e telecomunicazioni, realtà virtuale, olografia, ecc.), pur con tutte le loro articolazioni non sono che una piccola parte, anche se importante, di quelle che permeano la nostra cultura, la nostra contemporaneità, il nostro immaginario. Nonostante ci sembrino gli strumenti più adatti per un uso artistico, il panorama tecnologico è in realtà ben più complesso, basta considerare la grande varietà delle tecnologie mediche, o quelle nascoste e rese trasparenti dall’uso quotidiano (come le connessioni in fibra ottica, la telefonia cellulare o i nuovi materiali sintetici), o ancora, con tutte le loro implicazioni, la robotica, l’intelligenza artificiale, la genetica, la vita artificiale, l’ingegneria biologica… Data la vocazione ontologica dell’arte, queste tecnologie non rappresentano solo stimoli culturalmente interessanti e fecondi, ma, come mostra il numero crescente di artisti che le usano, possono anche costituire strumenti di impiego creativo.

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Alternative animate

Alternative animate: la tecnica dello stop-motion e la rivincita della materia

[…] contemporaneamente alla rivoluzione digitale, il campo dell’animazione ha frequentato negli ultimi anni strade meno battute: è il caso della tecnica dello stop-motion (o passo uno), che sembra andare in diretta controtendenza, in direzione del recupero dell’uso del profilmico piuttosto che del digitale, della costruzione manuale piuttosto che della programmazione, dello spazio e della profondità piuttosto che della superficie.

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Datamatics

Datamatics è il secondo capitolo di Dataseries, progetto di arte digitale che esplora il potenziale percettivo dell’invisibile e multiforme sostanza dei dati che permeano il nostro universo. Commissionato da AV Festival, ZeroOne San Jose ISEA 2006 e supportato dall’Art Council England, dal Yamaguchi Center for Arts and Media (YCAM) e dal Recombinat Media Lab, l’opera di Ryoji Ikeda si presenta come un concerto audio-visuale con una particolare attenzione rivolta alla percezione del suono, per il quale è stato elaborato uno speciale sistema di sound-surrounding.

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Peter Horvath e il suo linguaggio

Che cos’è la net-art? Che cos’è realmente il webcinema? Ciò che desidero fare è provare a rispondere a queste domande, senza avvalermi di teorie e ipotesi fatte soltanto di parole, ma attraverso l’osservazione e l’analisi dei lavori di un vero e proprio artista del Web. Un artista che lavora con le foto, i suoni, i video, i nuovi media, in una sperimentale connessione che emerge attraverso le pagine della rete. Ma desidero anche soffermarmi, non soltanto su tecniche e modalità di realizzazione, ma anche, e in particolar modo, sui temi affrontati e sulle sensazioni che questi new media objects, come a livello più ampio forse li denominerebbe Lev Manovich, sono in grado di suscitare sugli spettatori.

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Eternal Sunshine of a Digital Mind

Il cinema e la videoarte di Michel Gondry hanno da sempre sfruttato tutte le potenzialità che il digitale e la tecnologia sono stati in grado di offrire. Ciò nonostante l’iter creativo del regista francese non si è mai liberato di una concezione più artigianale e manifatturiera del cinema in senso lato e del profilmico e della scenicità in senso stretto. In tutto ciò “L’arte del sogno” (“La science des rêves”, 2006) costituisce sia una conferma, sia una eccezione, un apparente inversione di marcia rispetto alle consuetudini del digitale, dove questo residuo di artigianalità prende il sopravvento, ma anche un esempio di coesistenza pacifica e proficua dei due statuti, come nella migliore delle tradizioni di Gondry.

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Oltre atomi e corpi: una post-riflessione su AE 2016 / Beyond atoms and bodies: a post-reflection on AE 2016


Dialogismi e biopoetiche / Dialogisms and biopoetics


Contemplating Greenness


Emergence of Creative Machines


Berg emotional soundscapes


The Art of Emotional Intelligence


Media fingerprints in the representation


La Cura Summer school


Regulation and Social Media: Speed Bumps or the Code 2.0


Beyond the map: an experiment in affective geographies


Note sulla Survey dei 15 anni di attività di Noema / Note on Noema’s 15th Anniversary Survey


Survey per i 15 anni di attività di Noema / Survey on Noema 15 years of activity


Noema, un’analisi su 15 anni di innovazione / an analysis on 15 years of innovation


L’età dell’ansia. Egloga post-digitale / The Age of Anxiety: a Post-digital Eclogue


Refounding Legitimacy Toward Aethogenesis


Staging Aliveness, Challenging Anthropocentrism: Subverting an Art Historical Paradigm


A Different Theory of Mediation for Technospaces


The Tesseract: between mediated consciousness and embodiment