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Gli strumenti dell’interazione

Incontro fra la

Spesso tendiamo a non avere più la consapevolezza di quanto la dimensione tecnologica e artificiale sia stata interiorizzata nelle nostre abitudini: sicuramente la maggior parte di noi se in questo momento desse uno sguardo intorno a sé (e probabilmente anche su di sé) potrebbe scoprire ed improvvisamente prendere coscienza con stupore di quanta parte di ciò che lo circonda derivi da processi tecnologici. Oggetti, utensili, supporti, costruzioni, veicoli, mezzi di comunicazioni, … forse l’elenco sarebbe veramente troppo lungo ma ci mostrerebbe come la mole di questa dimensione materiale sia tale e talmente presente nella nostra esistenza da essere ormai vissuta come una natura seconda che ci precede e condiziona, che ormai ha invaso tutti i settori del nostro mondo e soprattutto della quale non possiamo più fare a meno.
Perché?

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La rete dell’Immaginario

E’ l’idea della “rete”, un’idea che stravolge l’organizzazione gerarchica delle scienze e del mondo e introduce il concetto dell’assenza di un centro all’interno della griglia conoscitiva contemporanea. La nuova concezione, “olistica” e “sistemica” (tanto per usare termini alla moda) restituisce importanza alle relazioni togliendo rilevanza ai singoli oggetti. Quel che importa infatti è il funzionamento generale di un sistema più che la somma delle sue componenti. Perché il tutto, come ci ricorda la psicologia della Gestalt, è superiore alla somma delle parti. L’immagine della rete fa dunque cadere alcune vecchie reificazioni come le antiche (e occidentali) barriere tra mente, materia e vita.

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Carl Stalling e la musica per i cartoons

Cos’è che mi divertiva e stimolava così tanto la mia fantasia? Probabilmente mi mancava un solo piccolo particolare che non notavo abbastanza: la musica. Analizzando infatti dopo tanti anni un qualunque corto Warner Bros., mi rendo conto del ruolo […] che la musica svolge all’interno di ogni cartone. Ad ogni scena corrisponde una perfetta atmosfera musicale, ad ogni movimento di Bugs o di Wil Coyote il suono più impensabile tirato fuori da uno dei 50 elementi dell’orchestra degli Studios; niente è lasciato al caso. Ed è proprio la musica del geniale Carl Stalling e gli effetti sonori di Treg Brown che vanno di pari passo nella caratterizzazione delle scene e nel dare vita alle immagini perfettamente sincronizzate, fino a creare un vero e proprio genere musicale.

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Democrazia elettronica

In questo intervento vogliamo affrontare il problema del rapporto fra nuove forme di comunicazione come Internet e nuove forme di parteciapazione politica partendo da un caso concretissimo: il progetto di democrazia elettronica nato a Bologna nell’ottobre 1998. Di questo progetto analizzeremo sia la struttura che i primi risultati che ha dato a cinque mesi dall’inizio della sperimentazione. Entrambi i punti ci serviranno per evidenziare alcuni dei problemi più immediati che si sorgono dal rapporto fra comunicazione mediata tramite computer e partecipazione politica. In conclusione riproporremo il concetto di sfera pubblica di Habermas come particolarmente pertinente per comprendere questo tipo di fenomeni.

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GFP Bunny

Eduardo Kac, artista brasiliano internazionalmente noto operante con le tecnologie, ha “realizzato” Alba, un coniglio albino molto speciale: quando viene esposto a una luce particolare risplende di una luce verde, diviene fluorescente. Alba, il cui nome come opera d’arte è GFP Bunny, è stata creata artificialmente con una mutazione sintetica del gene GFP della fluorescenza della medusa Aequorea Victoria. Alba è nata in Francia nel Febbraio 2000 grazie all’aiuto dello stesso Louis Bec e degli scienziati Louis-Marie Houdebine e Patrick Prunnet. È uno dei primi esempi di arte transgenica: la creazione di un essere vivente organico complesso, totalmente artificiale, a scopi artistici.
Alba doveva essere presentata pubblicamente dal 19 al 25 giugno all’interno di AVIGNONumérique nella manifestazione “Artransgénique”, ma le è stato impedito di apparire, è stata censurata. Di qui l’appello di Louis Bec contro la “proibizione al pubblico di avere accesso a sviluppi scientifici e culturali che lo concernono direttamente” e di “riflettere sulle trasformazioni del vivente operate dalle biotecnologie, nei domini dell’arte, dell’etica e dell’economia”.
Sarebbe molto interessante se i lettori di Noema esprimessero il loro pensiero sull’argomento (staff@noemalab.org).

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Le lapin fluorescent

Eduardo Kac, artista brasiliano internazionalmente noto operante con le tecnologie, ha “realizzato” Alba, un coniglio albino molto speciale: quando viene esposto a una luce particolare risplende di una luce verde, diviene fluorescente. Alba, il cui nome come opera d’arte è GFP Bunny, è stata creata artificialmente con una mutazione sintetica del gene GFP della fluorescenza della medusa Aequorea Victoria. Alba è nata in Francia nel Febbraio 2000 grazie all’aiuto dello stesso Louis Bec e degli scienziati Louis-Marie Houdebine e Patrick Prunnet. È uno dei primi esempi di arte transgenica: la creazione di un essere vivente organico complesso, totalmente artificiale, a scopi artistici.
Alba doveva essere presentata pubblicamente dal 19 al 25 giugno all’interno di AVIGNONumérique nella manifestazione “Artransgénique”, ma le è stato impedito di apparire, è stata censurata. Di qui l’appello di Louis Bec contro la “proibizione al pubblico di avere accesso a sviluppi scientifici e culturali che lo concernono direttamente” e di “riflettere sulle trasformazioni del vivente operate dalle biotecnologie, nei domini dell’arte, dell’etica e dell’economia”.
Sarebbe molto interessante se i lettori di Noema esprimessero il loro pensiero sull’argomento (staff@noemalab.org).

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Alba, arte transgenica, arte del vivente

Eduardo Kac, artista brasiliano internazionalmente noto operante con le tecnologie, ha “realizzato” Alba, un coniglio albino molto speciale: quando viene esposto a una luce particolare risplende di una luce verde, diviene fluorescente. Alba, il cui nome come opera d’arte è GFP Bunny, è stata creata artificialmente con una mutazione sintetica del gene GFP della fluorescenza della medusa Aequorea Victoria. Alba è nata in Francia nel Febbraio 2000 grazie all’aiuto dello stesso Louis Bec e degli scienziati Louis-Marie Houdebine e Patrick Prunnet. È uno dei primi esempi di arte transgenica: la creazione di un essere vivente organico complesso, totalmente artificiale, a scopi artistici.
Alba doveva essere presentata pubblicamente dal 19 al 25 giugno all’interno di AVIGNONumérique nella manifestazione “Artransgénique”, ma le è stato impedito di apparire, è stata censurata. Di qui l’appello di Louis Bec contro la “proibizione al pubblico di avere accesso a sviluppi scientifici e culturali che lo concernono direttamente” e di “riflettere sulle trasformazioni del vivente operate dalle biotecnologie, nei domini dell’arte, dell’etica e dell’economia”.
Sarebbe molto interessante se i lettori di Noema esprimessero il loro pensiero sull’argomento (staff@noemalab.org).

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L’estetica delle immagini scientifiche

L’accelerazione del progresso tecnologico rappresenta uno degli aspetti centrali di questo secolo. Il continuo e rapido sviluppo tecnologico ha reso più evidente il rapporto di stretto legame fra arte e scienza. Attraverso i numerosi punti d’incontro si può tentare di valutare se, le immagini scientifiche, possano acquisire un valore estetico. Ma nella realizzazione di immagini eseguite a fini scientifici interviene anche una volontà estetica?

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etoy: un’esperienza di disobbedienza civile elettronica

Etoy è un gruppo di artisti europei esperti di software, di artisti-hacker formato da agenti che vengono da Svizzera, Austria ed Inghilterra (oggi trasferitisi in blocco in California), che ha creato la prima tecnologia per realizzare rapimenti virtuali. Le loro intenzioni non sono criminose ma la portata simbolica e dimostrativa delle loro azioni è enorme.
Nel settembre del 1999 la eToys – fondata nel 1997, una delle più grosse multinazionale americane venditrice di giocattoli online – si accorge dell’esistenza di un dominio che assomiglia troppo al suo. Il domain name del colosso californiano è infatti “eToys.com”, mentre quello degli artisti è “etoy.com”. eToys decide quindi di intraprendere un’azione legale contro etoy. Dopo un mese la corte di Los Angeles ingiunge a etoy di chiudere il sito, la multinazionale, nata tre anni dopo il gruppo di artisti, sembra aver vinto. Invece incomincia la guerra. Gli artisti lanciano un’e-mail in cui denunciano quello che è successo scatenando la solidarietà di numerosi gruppi di artisti e attivisti. Il 27 gennaio eToys si ritira, forse perché la Borsa incominciava a non gradire questa spina nel fianco in una così promettente società lanciata verso il futuro del commercio online, e decide di pagare 40 mila dollari ad etoy mentre etoy.com verrà riattivato.

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New Economy = New Net-Art?

Queste considerazioni sull’arte riguardano l’arte digitale, più precisamente, tra le diverse forme in cui questa si esplica, l’arte telematica.
Credo che tali riflessioni anche se proposte con intenti chiarificatori e dichiarativi sono e restano questioni aperte; anzi, forse svelano ulteriori dubbi e paradossi.
Cercare di delineare dei volti ben definiti alle varie realtà che compongono il mondo dell’arte contemporanea in Rete non è al momento un facile obiettivo; abbiamo a che fare da un lato con dei fantasmi, dei revenants dell’arte tradizionale, dall’altro lato con un qualcosa di futuribile, situazioni che si prefigurano, che stanno per accadere ma difficilmente identificabili.

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Il marchio enattivo della Realtà Virtuale

In questo breve paper, cercherò di spiegare la conoscenza umana dei mondi sintetici generati dai sistemi immersivi di Realtà Virtuale, facendo leva sulla teoria enattiva della cognizione di Humberto Maturana e Francisco Varela. Parlerò di sistemi di VR come tecnologia cognitiva e di percezioni costitutive in relazione alle esperienze nei mondi virtuali.

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Dalla Realtà virtuale al Mixed Reality Stage

L’impostazione occidentale secondo cui l’intelligenza si riscontra nelle facoltà alte e astratte della mente, ha dovuto ricredersi e cercare nelle strutture più arcaiche del corpo la risposta a fenomeni di primaria importanza per la sopravvivenza della specie. La difficoltà dell’individuo nell’adattamento all’avvento dell’era informatica sembra poter incontrare in questi ultimi anni, un momento di tregua per il suo assestamento. L’uso dei media ha accentuato la dicotomia corpo-mente, dalla parola alla scrittura ci si proietta fuori della fisicità incarnata. Sul fronte della multimedialità, in ambito artistico, si aprono nuove ricerche che tendono a recuperare la corporeità in tutta la sua “semplicità”, eliminando il più possibile l’apparato strumentale da indossare.

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La grande truffa dell’arte

Avete mai la sensazione di essere imbrogliati?

La verita’ delle immagini credute simulazioni compensa l’inesistenza di un artista creduto reale. Ma un’artista, per essere tale, necessita di una poetica, di una teorizzazione del suo lavoro. Ecco ‘La Dimensione degli Extracorpi’ e altri testi deliranti e assolutamente illeggibili – parodia di tutta una serie di teorie nauseabonde sulla mutazione/contaminazione – in cui e’ impossibile trovare un senso qualsiasi ma di cui un grosso critico, durante l’ultima esposizione del ‘caso Darko Maver’ il 9-9-’99 a Roma, ha attribuito indignato la paternita’ a niente meno che Francis Bacon!

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Presupposti della condivisione del sapere attraverso Internet

Sono sempre più diffuse opere d’arte che lo spettatore deve attivare, azionare, utilizzare. Sembra che ci si stia dirigendo verso il superamento della concezione di un’arte della contemplazione verso un rapporto più attivo tra artista e spettatore. E’ infatti necessario, perché l’opera esista e produca senso, che venga utilizzata, che venga attivata. Ciò che distingue le nuove forme d’arte ad alto contenuto tecnologico sembra così essere l'”interattività”.

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Fredde seduzioni

Di solito si commenta “Davvero si può toccare?”, “Divertente!”… e poi l’interrogativo principale: “Ma che tipo di arte è questa?” Già, dove sono finiti i quadri, le sculture? Com’è che siamo arrivati a questa nuova forma d’arte? Qual è la sua funzione? Con questo scritto si vuole fare una riflessione su questi interrogativi, partendo proprio dall’esperienza di fruizione dell’opera multimediale. In questo modo si cercherà così di capire quali siano i nuovi meccanismi che la caratterizzano.

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Festival Cinematografici Online

Cinema internet

Per festival cinematografici online intendiamo le rassegne di film (precedentemente digitalizzati) trasmesse direttamente sugli schermi dei computer attraverso Internet (anche se poi, come vedremo, in alcuni casi i festival virtuali possono anche divenire reali). I festival online sono un fenomeno sempre più frequente per diversi motivi. Innanzitutto, grazie all’evoluzione tecnologica, la visione di un filmato attraverso la Rete, che solo pochi anni fa sembrava un’utopia, è sempre più godibile.

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Dialogismi e biopoetiche / Dialogisms and biopoetics


Contemplating Greenness


Emergence of Creative Machines


Berg emotional soundscapes


The Art of Emotional Intelligence


Media fingerprints in the representation


La Cura Summer school


Regulation and Social Media: Speed Bumps or the Code 2.0


Beyond the map: an experiment in affective geographies


Note sulla Survey dei 15 anni di attività di Noema / Note on Noema’s 15th Anniversary Survey


Survey per i 15 anni di attività di Noema / Survey on Noema 15 years of activity


Noema, un’analisi su 15 anni di innovazione / an analysis on 15 years of innovation


L’età dell’ansia. Egloga post-digitale / The Age of Anxiety: a Post-digital Eclogue


Refounding Legitimacy Toward Aethogenesis


Staging Aliveness, Challenging Anthropocentrism: Subverting an Art Historical Paradigm


A Different Theory of Mediation for Technospaces


The Tesseract: between mediated consciousness and embodiment


Sul concetto di Media Art / On the Notion of Media Art